iconoclasta: (fig.) chi esercita una critica demolitrice e sovversiva nei confronti dei principi, delle idee, delle convenzioni che regolano la società
Ho ancora la forza che serve a camminare, picchiare ancora contro per non lasciarmi stare ho ancora quella forza che ti serve quando dici: "Si comincia !"
E ho ancora la forza di guardarmi attorno mischiando le parole con due pacchetti al giorno, di farmi trovar lì da chi mi vuole sempre nella mia camicia…
Abito sempre qui da me, in questa stessa strada che non sai mai se c’è e al mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo…
Ho ancora la forza di starvi a raccontare le mie storie di sempre, di come posso amare, di tutti quegli sbagli che per un motivo o l’altro so rifare…
E ho ancora la forza di chiedere anche scusa o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa, di dirvi che comunque la mia parte ve la posso garantire…
Abito sempre qui da me, in questa stessa strada che non sai mai se c’è nel mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo…
Ho ancora la forza di non tirarmi indietro, di scegliermi la vita masticando ogni metro, di far la conta degli amici andati e dire: "Ci vediam più tardi …"
E ho ancora la forza di scegliere parole per gioco, per il gusto di potermi sfogare perché, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare…
Abito sempre qui da me, in questa stessa strada che non sai mai se c’è col mondo sono andato e col mondo son tornato sempre vivo…
Io non posso darti di più. Non sono più di quello che sono. Ah come vorrei essere sabbia, sole in estate! Che ti sdraiassi rilassata a rilassarti. Che mi lasciassi il tuo corpo quando te ne vai, orma, tenera, tiepida, indimenticabile. E che con te se ne andasse su di te, il mio bacio lento: colore, dalla testa ai piedi bruno. Ah come vorrei essere vetro, o stoffa o legno che conserva il suo colore qui, il suo profumo qui, e nacque a tremila chilometri! Essere la materia che ti piace, che tocchi tutti i giorni e che vedi già senza guardare vicino a te, le cose - collana, boccetta, seta antica – di cui, quando senti la mancanza chiedi: “Ah! dov’è?” A come vorrei essere un’allegria fra tutte, una sola, l’allegria di cui ti rallegri tu! Un amore, un amore solo: l’amore di cui tu ti innamoreresti.
Stasera ho rivisto una bellissima puntata della serie "Il potere del genio" (di Simon Schama), dedicata a Mark Rothko.
Questo artista mi ha sempre colpito per la potenza delle sue opere e sopratutto per il suo modo di vedere, sentire ed interpretare l’arte.
Ho sentito quasi doveroso riportare sul blog alcuni suoi pensieri che mi hanno molto colpito:
Un’artista non dipinge per gli studenti di disegno o per gli storici, ma per gli esseri umani… e la reazione degli uomini di tutti i giorni è l’unico premio capace di dare soddisfazione vera all’artista
Quando io ero solo un giovane, l’arte era un mestiere diverso: niente gallerie, niente collezionisti, niente critici, niente soldi. Eppure quella era un’epoca d’oro,
perchè a noi non potevano togliere nulla: la visione era vita. Oggi non è la stessa cosa, è il tempo delle tonnellate di spazzatura: attività, consumi… Quale condizione sia migliore per il mondo in generale ora non voglio avventurarmi a discutere…
Ma io so bene che molti di coloro che sono costretti in questa vita sono alla disperata ricera di quei momenti di silenzio nei quali potersi fermare…e crescere.
Nell’esistenza nella pazienza il mio cuore veglia il mio cuore inaridisce l’ombra segue quello che io ero nella pazienza nell’esistenza mi sono persa cercando un tempo ero e sono ancora non ero e non sono più mi sono persa cercando vagando nei sogni la notte mi uccide e il giorno mi restituisce la vita il giorno si perde la vita si abbrevia nei sogni nell’incertezza nella speranza nell’attesa sogno la vita e vivo sognando nascondo il mio cuore accuso il mio cuore di non vivere più e di sognare ancora nell’attesa nella speranza
dentro era buio e la solitudine prende alla schiena e ti inzuppa le ossa una fredda foschia
e gli occhi i tuoi occhi amarissimi e asciutti pregavano lasciami solo un minuto vai via
pensa potessimo nascere ancora pensa se fosse così l’aria è freschissima fuori di qui
stringimi le mani fuori passa il vento vivi ogni minuto come fosse tutto il tempo stringi le mie mani non aver paura per poter volare basta un soffio d’aria pura
spalancherò il mio cuore che sia amicizia o amore ti potrai abbandonare
stringo le tue mani tra le mie ti aspetto nel mio cuore che adesso fuori piove e si può respirare
sono occhi di ambra lucida tra palpebre di viole
sguardo limpido d’aprile come quando esce il sole ed io sarò la nuvola che ti terrà nascosta
perché gli altri non si accorgano di averti persa
ma tu dormi ancora un po’ non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po’ ancora non so
guardarti anch’io nel modo giusto
nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti
quei tuoi occhi che ho davanti
tienili chiusi ancora pochi istanti